Potrebbe essere banale per qualcuno scrivere del Natale su un blog.
Vero. O meglio dipende dal carattere di banalità per cui si opta di scrivere.
…uhm. La farei semplice.
La sera del 24 dicembre scorso mi sono recato con il mio cane a prendere mia moglie dal lavoro: un lungo rettilineo da percorrere con alcune fermate “non prenotate” come un cane sente di fare durante il percorso.
Ero sovrapensiero, o meglio stavo proprio pensando, forse in “over thinking”, guardando le auto e le poche persone a quell’ora in giro, al senso del Natale oggi. Il senso per me, ormai con diverse decine di anni sulle spalle -lo spettro del passato e quello del futuro (ciò mi ricorda A Christmas Carol nel personaggio di Scrooge!!)- ; il senso per i passanti, a piedi e in auto.
Mille pensieri in me, liberi fluttuanti, e nessuna voce dalle identità “on the run”, auto e persone. Guardavo in giro e guardavo per terra senza in realtà osservare nulla. Solo manciate di pensieri.
All’improvviso incrocio sul marciapiede tre giovani figure: un uomo, una donna, un bambino di circa sette anni. Pioveva ed avevano in testa il cappuccio dei loro giubbotti. Persone di colore.
Procedevo velocemente col cane, anche loro procedevano velocemente in senso opposto.
Giunti, all’incirca, alla stessa altezza, il bimbo mi ha lanciato un “Buon Natale” ad alta voce. Inaspettato.
Io, sorpreso per il momento, per la spontaneità della voce di quel bimbo dagli occhi scurissimi come il colore della sua pelle, per il gesto -chi, oggi, saluta più un passante sconosciuto con un bell’augurio!- , non ho replicato. Ma mi sono fermato, tendendo il guinzaglio.
Le tre figure sono passate via velocemente con il loro passo veloce, ed io voltatomi, le ho guardate fuggire da me sotto le gocce di pioggia illuminate dal lampione della strada.
“Buon Natale a te!”, ho gridato al bambino.
Ho seguito le figure allontanarsi mentre riflettevo sul gesto, l’augurio del bambino. Egli era felice in quel momento in cui lo ha lanciato verso di me, sincero e spontaneo; ricordo ancora l’espressione degli occhi ed il suo sorriso.
Ho ripreso il cammino verso la mia meta ed ho pensato che questa è stata una scena da film delle migliori sceneggiature di cinematografia natalizia.
Ma è andata davvero così.
Erano decenni che non ricevevo un augurio così marcante.
Bello. E’ stato proprio bello, e ciò mi ha reso leggero e ricco allo stesso tempo.
Questo evento è davvero accaduto, proprio così come lo ho trascritto.
Forse dovremmo riprendere la bella abitudine di una volta -caspita, mi sento vecchio a scriverlo!- ….
… si salutavano per strada le persone sconosciute (non solo in occasione delle festività) e si rivolgevano sentiti, ma davvero sentiti auguri perchè il Natale era una festa, era una cosa speciale!
Allora, a te avventuroso viandante della rete che intercetti questo mio post….
…Buon Anno!
E fai in modo che il tuo ultimo dell’anno sia anche per te con una manciata di pensieri leggeri, ricchi, e soprattutto speciali !!!!!!!!!!!