05 maggio 2026
Il Rifugio di Enbi mi ha ospitato per una nuova presentazione del mio lavoro Anime Lampare.
Il Rifugio non lo riconosci quando arrivi. Percorri il marciapiede alla ricerca di una insegna di grande attrazione e non la trovi. Trovi una piccola entrata che, quasi come la porta delle Cronache di Narnia, ti attira all’interno.
Wormhole.
Sono stato catapultato nella dimensione interna, intima, privata del Rifugio, accolto dalla proprietaria Beatrice.
Una tisana al caffè e cioccolato: un abbraccio di favoloso flavour in attesa della mia presentazione.
Mi sono guardato intorno come ho fatto le scorse volte quando ho fatto sosta presso il Rifugio: non è un bar, ma lo è; non è un pub, ma lo è; non è una libreria, ma lo è davvero! Ti senti circondato da flavour che vengono lanciati dal bancone, e da parole che sfuggono dalla costrizione dei libri lì depositati in bella mostra per il lettore -consumatore di parole, appunto, e di tisane.
Mi sembrava di essere nel video clip de “Ode to my family” dei primi Cranberries.
Anime Lampare. L’attesa non mi ha portato alla mia proposta davanti a una folla oceanica. Ciò avrebbe potuto costituire insuccesso per un autore. FALSO.
L’esperienza di condivisione con il piccolissimo pubblico, lì, in quella quasi irreale atmosfera carica di emotività e di flavour, è stata di un’intensità e di un’unicità mai provate.
Solo tre persone.
Una giovane donna, una donna matura, un uomo. Lì ho invitati a condividere un tavolo del Rifugio e così ci siamo conosciuti.
Le tre persone si sono immediatamente rivelate come una sorta di personaggi fuoriusciti dal mio testo. Sì, proprio così. La magia del posto, evidentemente, ha permesso a costoro di sfuggire dalla costrizione della copertina del testo e di materializzarsi al mio cospetto.
S, giovane assistente sociale, ha raccontato una parte della storia dei caregiver a Bergamo ricordando il “Lavatoio”, nome di un proto insieme di mutuo-aiuto tra donne caregiver.
R, in preda ancora al peso affettivo ed emotivo di vent’anni trascorsi a prendersi cura della propria madre deceduta solo due mesi fa.
G, in preda ancora alla rabbia nei confronti del papà scomparso e da lui seguito nella fase terminale di fragilità estrema.
Io ho comunque proceduto con reading dal mio testo, ma ciò che i tre -ormai- veri protagonisti mi hanno donato in questa occasione è stato di emorme preziosità: conferme, contributi personali, opinioni, suggerimenti, idee.
Ho lasciato il Rifugio arricchito da questa esperienza. Non ho trovato un’orda di gente ad ascoltarmi ma……abbiamo “riscritto” ANIME LAMPARE insieme.
Credo che sia una delle esperienze top per un autore!
Ringrazio ancora Beatrice, e nonna Beniamina a cui dedico Ode To My Family dei Cranberries !

